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Mario Pignotti
Prefazione di Pippo Pappalardo (critico fotografico) PDF Stampa E-mail
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U
na grande ragnatela intorno al mondo (Word Wide Web) avvolge e raccoglie il comune desiderio di rendere visibili e comunicabili le emozioni.
Una ragnatela tessuta, come tutte le cose dell’esistenza, con fili di natura ed origine diversa: fili inquietanti o rasserenanti, deliranti o provvidenziali.

Fili, però, riconducibili sempre alle emozioni degli uomini e delle donne di questo pianeta (per adesso); fili riconducibili ai loro sguardi ed ai loro occhi, ai loro suoni ed ai loro orecchi; fili, pertanto, che consentono di pensare al web non come a qualcosa che soffoca ma come ad un servizio, grazie al quale la rete cattura e libera attenzioni e curiosità, rifiutando soltanto chi vuole perdersi perché ha paura di adoperare “gli occhi, il cervello ed il cuore”.

Le parole tra virgolette appartengono al grande H. Cartier-Bresson che, da uomo e da fotografo, c’insegnò non solo ad evadere sempre ma, procedendo di là dalle apparenze e dei pregiudizi, trasformare le evasioni in testimonianza di libertà e creatività artistica.
Questo sito è, anche, la temporanea meta di un’evasione.
Mario Pignotti, che lo ha allestito, come un navigante vi ha attraccato la sua imbarcazione e vi ha sbarcato il carico d’esperienza e sperimentazione fotografica maturata nelle precedenti evasioni, insieme all’equipaggio di memorie intrattenute in tanti anni con i compagni d’avventura e di poesia.

Ha, infatti, incontrato nel suo peregrinare proprio il gigante con un occhio solo e dai molti linguaggi (poli/femio) ed adesso, in quest’isola virtuale, offre le proprie visioni desiderando che proprio da Voi, che state tessendo con lui la rete della visione e della comunione, giunga la proposta di una nuova fuga.
Fotografie, quindi, come evasioni, come nuovi itinerari, come scie luminose in un mare invisibile, come impronte di Pollicino lasciate in una nuova affabulazione, come proposte per chiamare con nomi nuovi le cose del mondo, come lontananza dalla stupida visibilità, come possibilità di rivedere le cose accanto alla nostra porta, poiché, come parafrasava L. Ghirri,  “non c’è niente di antico sotto il sole”.

Se siete giunti fin qui, mettete da parte le considerazioni sull’equilibrio delle composizioni del mio amico PIgnotti. Non fatevi ammaliare dalla sua non frenabile immaginazione, e non provate a studiare l’ordinato contrasto del suo bianconero e, meno che mai, tornare insieme  sul posto dei suoi … delitti. Questo sito non è lo scoglio delle Sirene ( e neanche il buco della chiave).
Guardate piuttosto alla sua volontà di aggiungere alla ragnatela della comune visione il filo nuovo, buono, vero e, quindi, bello. Il filo al quale potete legare anche la vostra visione, i vostri pensieri.
Abbiamo amato M. Giacomelli proprio per la sua candida dichiarazione, “io fotografo i miei pensieri”. Questo sito, allora, è il posto buono dove “pensieri come immagini” s’incontrano, si legano tra loro e poi, magari, vanno via più chiari.
                                                                                                        
                                                                                                           (Pippo Pappalardo)

 

 
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